“The Monkey” sta diventando un piccolo caso cinematografico. Il film horror scritto e diretto da Oz Perkins è l'adattamento cinematografico del racconto “La scimmia”, di Stephen King ed è la seconda trasposizione cinematografica del racconto dopo “The Devil's Gift”, di Kenneth J. Berton nel 1984. Perkins ne ha dato la sua versione e ha incuriosito milioni di persona in tutto il mondo che stanno affollando le sale. Noi l’abbiamo visto per voi Cinefily e, prima di andare al cinema, leggete la nostra recensione senza spoiler e poi fateci sapere cosa ne pensate.
LA TRAMA
Una maledizione di famiglia
Quando i due fratelli gemelli, Hal e Bill (interpretati da Theo James) trovano una misteriosa scimmietta a molla, una serie di morti inspiegabili distrugge la loro famiglia. Venticinque anni dopo, il giocattolo maledetto riappare, dando inizio a una nuova scia di sangue e costringendo i due fratelli, ormai separati, a fare i conti con il loro oscuro passato.
INFO & CAST
Durata 98 min
Regia Oz Perkins
Cast
Theo James: Hal e Bill Shelburn
Christian Convery: Hal e Bill Shelburn da piccoli
Tatiana Maslany: Lois Shelburn
Rohan Campbell: Thrasher/Ricky
Elijha Wood: Ted Hammerman
LA RECENSIONE
Da Black comedy all’horror più puro, Perkins fa centro di nuovo
Perkins ci ha convinto con “Longlegs”, ma con “The Monkey” mette a segno un altro bel colpo perché, avendo scritto anche la sceneggiatura, è completamente padrone del progetto, mescolando la black comedy all’horror più puro, senza mai snaturare la storia di Stephen King. La maledizione degli oggetti torna prepotentemente al cinema ma il regista la stempera con dialoghi e scene assurde, con un crescendo di morti spettacolari e violente che ricordano molto quelle della saga di “Final Destination”. Non mancano, naturalmente, i momenti decisamente horror (vedi gli incubi notturni di Hal, che di comico non hanno assolutamente nulla), ma l’ironia macabra di Perkins riesce ad unire in un fil rouge riuscitissimo i ricordi, la famiglia e la maledizione di questa scimmietta terribile che fa paura solo a guardarla (ah, attenzione: nel racconto di King la scimmia ha i piatti mentre nel film ha un tamburo).
Morti al limite del grottesco che nascondono un’angoscia latente
Il Maine fa da cornice a questi 98 minuti in cui l’eredità della maledizione è trasferita dai genitori ai figli – da piccoli interpretati da Christian Convery mentre da grandi, come vi abbiamo anticipato, hanno il volto di un bravissimo Theo James – e con un semplice tocco del tamburo riesce a scatenare l’inferno e a far riaffiorare vecchi traumi mai sopiti del tutto. Ma, come dicevamo, Perkins la butta spesso sul grottesco, quasi caricaturale, le morti sono al limite dello splatter (il regista ha rivelato che i suoi stessi genitori sono morti in modo assurdo) e i personaggi comprimari vivono in scena pochi secondi prima di fare una fine orripilante sotto gli occhi del protagonista. Naturalmente, dietro l’apparenza da commedia nera si nasconde una certa angoscia latente che non sfuggirà ai cinefily più attenti. Mancano, però, quei colpi di scena che potevano farne un vero e proprio faro nella notte degli horror tutti uguali, anche se ne apprezziamo comunque l’originalità e la freschezza.
Siamo di fronte a un piccolo cult del genere?
Per la buona riuscita di questa pellicola è stato fondamentale il montaggio di Graham Fortin e Greg Ng mentre la fotografia di Nico Aguilar è attenta nell’evidenziare soprattutto i tratti salienti di ogni scena che riguarda il malefico aggeggio che da 25 anni tormenta questa famiglia e tutti quelli che gli gravitano attorno. Edo Van Breemen, invece, ha composto le musiche e Danny Vermette meriterebbe veramente un premio per le straordinarie e azzeccatissime scenografie vintage del film. In conclusione, “The Monkey” potrebbe diventare un piccolo cult del genere tra qualche anno e poi, non ci dimentichiamo, che tra i produttori c’è un certo James Wan, ovvero il re Mida dell’horror, quindi fidatevi e andate al cinema, poi ci racconterete.
Il voto di Cinefily