C’era un’attesa spasmodica per “Biancaneve” (Snow White), diretto da Marc Webb. Prodotto dalla Walt Disney Pictures, il film è il remake live action del classico Disney “Biancaneve e i sette nani”(1937), ispirato dall’omonima fiaba dei fratelli Grimm. Protagonisti della pellicola sono Rachel Zegler e Gal Gadot e potrebbe riservare grandissime sorprese al botteghino, anche se noi l’abbiamo già visto per voi e vi raccontiamo cosa ne pensiamo, senza spoiler.
LA TRAMA
Il classico Disney che tutti amiamo
La storia racconta della dolce e incantevole Biancaneve, che rimasta orfana di madre, vive con il padre e con la sua matrigna, una perfida regina a cui interessa solo il suo aspetto fisico e che ogni giorno domanda al suo magico Specchio delle Brame chi sia la più bella del reame.
INFO & CAST
Durata 109 min
Regia Marc Webb
Cast
Rachel Zegler: Biancaneve
Gal Gadot: La Regina Cattiva
Andrew Burnap: Jonathan
Ansu Kabia: Il Cacciatore
Emilia Faucher: Biancaneve da bambina
LA RECENSIONE
Molto rumore per nulla
Beh, al di là di tutte le polemiche, abbiamo assistito a “Biancaneve” senza farci travolgere dai pregiudizi e dalle stupidaggini varie circolare sul web, soprattutto, negli ultimi mesi. L’impresa di Marc Webb era quasi impossibile, dato che misurarsi col primo e indimenticabile classico Disney era, già sulla carta, un suicidio. Ebbene, bisogna dire che la sua versione di “Biancaneve” non brilla per bellezza e fluidità, anche se con i guizzi di sceneggiatura – affidata a Erin Cressida Wilson – qualcosa poteva essere fatto, ma non è stato fatto. Certo, il linguaggio è molto più attuale e contemporaneo e le protagoniste Rachel Zegler e Gal Gadot, rispettivamente nei ruoli di Biancaneve e della Strega cattiva Grimilde, sono molto brave, ma nulla di più, non stupiscono. Molto rumore per nulla, ci verrebbe da dire, perché qui c’è veramente poco da analizzare.
Una CGI grezza e raffazzonata
Webb mantiene viva la favola del 1937, senza traumatizzare i fan, anche se Biancaneve diventa più coraggiosa e consapevole che, con l’aiuto del NON-Principe Jonathan (Andrew Burnap), più simile a Robin Hood o Peter Pan, e al Cacciatore (Ansu Kabia) dovrà riconquistare il regno dalle mani della “latifondista” regina, simbolo del dittatore moderno. Ok, si salvano i numeri musicali, ma la messa in scena è terribilmente elementare e non è possibile che, nel 2025, si vedano quasi chiaramente elementi dei teatri di posa misti ad una CGI raffazzonata e grezza che raggiunge l’apoteosi dell’approssimazione nei 7 nani. Il vero punto debole sono proprio loro perché hanno espressioni e movenze totalmente surreali, quasi impressionanti e forse ricorrere ad attori in carne ed ossa avrebbe apportato sicuramente un valore aggiunto, maggiore calore e partecipazione.
109 minuti di belle canzoncine ma senza alcun mordente
Ci aspettavamo quel guizzo improvviso, quel colpo di genio che in 109 minuti non arriva mai, tutto risulta appiattito, un mero omaggio al classico del 1937 ma senza alcun mordente che mortificano anche la fotografia di Mandy Walker, candidata al Premio Oscar per “Elvis”(2022) e il lavoro al montaggio di Mark Sanger e Sarah Broshar. E’ un enorme piacere ascoltare le canzoni originali di Jeff Morrow, Larry Morey, Frank Churchill e le nuove di Pasek & Paul, ma questo non basta a giustificare un budget di produzione di quasi 260 milioni di dollari e a farne un prodotto degno di nota tra i live action della Disney. Un vero peccato.
Il voto di Cinefily